Il vallo adriatico
Storia delle fortificazioni tedesche
nel territorio di Trieste 1943-1945
Il Vallo Adriatico, questo massiccio complesso di fortificazioni, alla luce
delle esperienze belliche presenta importanti punti deboli. Tutte le batterie, sia sulle alture del Ciglione Carsico che in profondità, erano senza difesa.
Un bombardamento aereo-navale di preparazione al possibile sbarco Alleato, avrebbe polverizzato tutte queste bocche da fuoco. Superati i campi minati e la tenue insidia dei sottomarini tascabili,
i mezzi da sbarco Alleati sarebbero
potuti giungere sotto costa abbastanza facilmente. Non tanto facile invece, sarebbe stata la vita per le truppe
da sbarco: queste avrebbero incontrato la resistenza della prima linea di difesa portata avanti con armi automatiche
da dentro la città stessa, trasformata
in grande “rovina”, che così avrebbe rappresentato un enorme e grande Centro di Resistenza da “estrema guerriglia urbana”. Anche il Ciglione Carsico, con i suoi quasi 300 metri in altezza, sarebbe stato una vera e propria fortezza naturale. Per fortuna lo sbarco tanto temuto non ebbe modo di essere attuato. Le fortificazioni approntate dai tedeschi ressero l’urto di terra, ovverosia dall’unico punto da cui non si aspettava attacco, e per cui, di conseguenza,
le stesse fortificazioni non erano state studiate. Servirono ugualmente bene
allo scopo preciso però, di resistere
per un determinato periodo, tenendo impegnati migliaia di uomini e senza
mai perdere il controllo della città. |
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