Autori Edda Vidiz, Renzo Arcon
Anno 2009
Formato 21x21 cm.
Numero di pagine 96
Stampa interno b/n e colore
Copertina colore, brossura
Prezzo Euro 20,00
Lingua triestino, italiano, sloveno
ISBN 88 89153 468
     

Nello scrigno della storia

Piccole e grandi vicissitudini
di una città controversa

Con questo lavoro abbiamo inteso rivolgerci in modo particolare ai giovani, allo scopo di avvicinarli alla conoscenza del dialetto triestino, attraverso la storia della città nel XIV secolo. A partire dal Basso Medioevo, genti della più varia provenienza confluirono a Trieste dove mercanti, artigiani e popolani si incontravano con una nuova parlata,
nata spontaneamente dal veneziano,
la lingua franca dell’epoca usata
per commerciare sul mare Adriatico.
E così, mentre l’uso del latino si andava restringendo alle classi più colte, anche il ladino iniziò a lasciare il posto a questo nuovo idioma. Nel corso del tempo, italiani, tedeschi, slavi, greci, levantini, arabi e africani affollarono il grande porto di Trieste, spinti dal mutuo interesse alle negoziazioni commerciali in una “zona franca”. La città divenne un crogiolo dei più diversi accenti, che seppe trovare la sintesi ideale di convivenza in quel nuovo e vivace idioma. Nacque e si sviluppò così il nostro amato dialetto triestino, collante indispensabile fra le più varie genti che nel corso dei secoli hanno popolato Trieste.

 
 
 
 
 
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